Visualizzazione post con etichetta Rammstein. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Rammstein. Mostra tutti i post

giovedì 19 agosto 2010

Rammstein - 01/07/10 - Castello Scaligero, Villafranca (Verona)

Ecco il secondo live report della mia collaboratrice Calliope, che anche stavolta, oltre al report ha fatto delle foto magnifiche per il concerto che i Rammstein hanno tenuto in Italia (seconda volta che mettono piede nello Stivale) lo scorso 1°luglio.

Picciola nota polemica:
Invidia pesantissima da parte mia visto che dovevo esserci, ma grazie all'efficientissimo servizio di navetta bus della Live In Italy che sarebbe dovuto partire da molte città italiane per raggiungere il posto e che per ragioni a me sconosciute è stato annullato due giorni prima del concerto, non sapendo come organizzarmi in due giorni per andare a Verona (sempre più in su mi raccomando eh?) son stato costretto a vendere il mio preziosissimo biglietto ad un cazzo di bagarino prima del concerto degli Slayer a Milano, di cui leggerete presto la recensione...

Ma adesso lasciamo perdere le mie sfighe e godetevi la lettura e le foto!

LIFAD

anche per noi..


Eccoci qua, a un mese dall'evento racconto che cosa successe a Villafranca di Verona il primo Luglio.

Data significativa non solo in quanto prima e unica data italiana del tour crucco, ma anche perché in via del tutto eccezionale lo spettacolo è stato organizzato dentro al castello Scaligero, costruito intorno al '300, donando un'ambientazione tanto più bella perché surreale.

Raggiungemmo Villafranca con non molta difficoltà ma non sapevamo cosa aspettarci; era pomeriggio e avremmo dovuto aspettare tutt'al più un paio di ore per l'apertura dei cancelli, girando il primo angolo seguendo la torre del castello ci siamo trovati davanti uno scenario surreale: la piazza, i bar, le strade, qualsiasi posto girato l'angolo della stazione era invaso dalla popolazione in nero, centinaia di metallari, goth industrial presidiavano i locali vicini al castello e a distanza si vedeva una fila chilometrica di connazionali che attendevano da non si sa quanto per assaltare le mura.


La fila scorre velocemente e oltrepassiamo il varco che è ancora giorno, in qualche modo siamo riusciti a ottenere un posto sottopalco e tra la confusione generale i Combichrist, gruppo di apertura fin dalla prima data del LIFAD tour, appaiono e inaugurano l'inizio del concerto con get your body beat.

Sono stati fenomenali, hanno trasportato tutti e alla fine il cantante (Andy La Plegua) ha annunciato l'ultimo pezzo per poi lasciare il posto ai Rammstein, presentanto i “fuckin Combichrist” e dicendo di essere davvero sconvolto di starsi esibendo “in a fuckin Castle”;insomma, siamo riusciti a stupire tutti con gli effetti speciali!

Piccolo appunto per l'esibizione dei Combichrist sia in parte per quella dei Rammstein: il concerto è cominciato con la luce del sole, l'ambiente che si era creato era quindi quasi comico, con gente vestita da sera invernale, luci dal palco che si notavano a malapena nel contrasto con la luce del tramonto ed effetti che venivao inghiottiti nello spazio aperto dell'atrio del castello..

Era suggestivo, tuttavia, intravedere merli di antiche mure che recintavano un palco iper-tecnologico ed una romantica luce del tramonto al ritmo di canzoni della portata di blut royal. Una volta salutato il pubblico e chiuso il sipario riesco a guadagnare un paio di posizioni in avanti vicino al centro del palco, faceva un gran caldo e si faceva molta fatica a vedere; all'improvviso però succede qualcosa di insolito: uno dei batteristi, Joe Letz, esce dal lato del palco e viene a qualche metro da noi, al di là delle transenne, cercava qualcosa...ed erano tre ragazze che sembrava non aspettare altro, e così il quartetto ci sfila davanti e sparisce.

Chiusa la parentesi CC aspettiamo ancora un po', già qualcuno cominciava a sentirsi male per il gran caldo, per la pressione della gente vicina e così via, poi l'attenzione si catalizza su un suono, e il palco si accende: un enorme sipario nero avvolgeva l'intero palco, finché non viene mollato tutto di colpo ma invece di scoprire il palco scopre una bandiera della Germania, delle stesse dimensioni del primo sipario, la folla a quel punto è impazzita, e tra le urla del pubblico che fremeva per vederli cade giù l'ultimo sipario ed al suono, ovviamente, di Rammlied esce Till, nel suo ormai classico abito con grembiule, colletto di piume e led in bocca, che però non potevano essere apprezzati poiché ancora c'era la luce del giorno; chi non lo sapeva, per intenderci, non avrebbe mai sospettato la presenza dei led.

La scaletta è stata la stessa di Bercy, fatta eccezione per Engel, che non è stata eseguita, ed è un gran peccato. Comunque sia l'esibizione è stata perfetta, molto coinvolgente, i pezzi forti sono sempre gli stessi: Weiner Blut, dove però non c'erano i bambolotti che saltavano in aria, o almeno a me non è parso di vederli, e le luci verdi erano meno suggestive, Pussy con il cannone rosa che spara schiuma e coriandoli bianchi (credo che Till si sia divertito più del solito a sparare schiuma visto che almeno quattro persone sono state soccorse dopo), Benzin con la pompa di Benzina che spara fuoco dalla pistola e il lancia fuoco a bocca tenuto anche da Kruspe di Feuer frei!

Per Ich tu dir weh il tastierista è diventato una torcia umana dopo che Lindemann gli ha dato letteralmente fuoco, per poi salire sopra una pedana che si eleva a diversi metri dal palco e, incandescente, fa scoppiare tutta la polvere da sparo che il cantante svuota da un secchio simile a quello del latte. Da questo momento in po il tastierista suonerà camminando su un tapis roulant con un abito glitterato scintillante.

Per la parte finale di Haifisch il tastierista ha fatto stage diving sulla folla su di un canotto a forma di squalo (Haifisch vuol dire squalo per l'appunto), cosa che ormai è un cult per il gruppo e il pubblico sballotta qua e là il canotto gettandogli dentro tutto quello che ha a portata di mano. Con Ich Will si chiude il concerto e Lindemann ringrazia il suo pubblico in Italiano; fa sempre piacere sentire stranieri che si sforzano ad imparare la tua lingua, quel “Crazie a tutttti”è stato davvero significativo.

Alle 22.30 si chiude uno dei concerti più spettacolari del 2010, lasciando un senso di spostatezza, soddisfazione e qualche disappunto, almeno nella sottoscritta.

Sopratutto, come avevo già scritto prima, per il non aver suonato Engel, il che mi è dispiaciuto molto sia perché è una bella canzone sia perché era davvero spettacolare vedere le ali meccaniche spara fiamme, in più mobili.

Comunque sia è stato un evento importante ed emozionante, assolutamente imperdibile.

Aspettiamo un ritorno di entrambi i gruppi nel nostro paese, presto.



La scaletta del concerto è stata:

Rammlied
B********
Waidmann's Heil
Keine Lust
Feuer Frei!
Wiener Blut
Frühling In Paris
Ich Tu Dir Weh
Du Riechst So Gut
Benzin
Links 2-3-4
Du Hast
Pussy


Sonne
Haifisch
Ich Will


Per vedere tutte le altre foto del concerto cliccate qui

Foto e report di Silvia Spacca (Calliope)

giovedì 11 febbraio 2010

Rammstein - 09/12/09 - Omnisport, Parigi

Ecco a voi il primo report di un concerto non visto da me, ma da Calliope da qualche mese mia collaboratrice. Anche lei, come me, ama alla follia i Rammstein ed è volata fino a Parigi pur di vederli, lo scorso dicembre. Ecco la cronaca di quel concerto.
Ed anche le bellissime foto sono opera sua. Buona lettura!


LIFAD, aussi puor moi!!

cronache parigine dal sottopalco

“no no, i francesi non sono maleducati, sono proprio stronzi”

passeggera ryanair di ritorno da Parigi


Il nostro tour comincia maldestramente, tra i miei chilometri fatti attorno alla stazione Termini trascinando il trolley alla ricerca del pullman per Ciampino, la perdita del cellulare in aereo (eh sì le magie) e la stanza dell'albergo parigino all'ultimo piano con tanto di lavori in corso ed operai nella stanza accanto. Insomma, i classici viaggi degli italiani all'estero, che dire!

La mattina del 9 vengo buttata giù dal letto perchè è “tardissimooo”, sono le 10:00 e noi dovevamo essere a Bercy a fare la fila davanti all'Omnisport, invece siamo ancora mezzi morti dal sonno e fuori fa freddo; nemmeno mezz'ora più tardi siamo già sul posto (eee la magia delle metropolitane) a fare la fila.

Ci troviamo circondati da druidi degni di Asterix che scimmiottano un tedesco simile allo spagnolo di Till e si va: piove, io ho un ombrello a fiori, non ci si può sedere per terra ed il fango inghiotte gli anfibi, notiamo più avanti due ragazze italiane che non ci calcolano e noi ricambiamo il favore.

Passano, un po' trascinandosi e un po' dondolando, 6 ore e ½ di pioggia e francese, pensiamo a dove metterci, decidiamo che il posto migliore è al centro sulla destra, tra Richard Z. e Till, il gruppo di apertura sono i Combichrist, che io conoscevo molto sommariamente, non mi avevano nemmeno fatta impazzire dall'unico album che avevo ascoltato.

Scatta l'ora x: ci fanno entrare, ma prima ci fanno un sacco di raccomandazioni sul non urlare perché devono registrare, sul fatto che il palco è iper-tecnologico e immagino altro che non sono riuscita a tradurre, poi il braccialetto giallo da carcerati e corriamo sotto il palco dove avevamo pensato, in un'ora l'Omnisport si riempe completamente, si spengono le luci, campeggia solo la scritta COMBICHRIST bianco su nero al centro del palco.

L'atmosfera si riscalda subito, la gente balla anche se i più non li conoscono, io ballo trasportata dalla gente, ma il gruppo se la cava davvero bene, il cantante ha una bella voce maschile, bassa ma non troppo, per un genere che è a metà tra l'industrial metal e e il cyber, con una coreografia spettacolare, il ritmo frenetico dei due batteristi, il Dj al centro che metteva le piste in sequenza, già al secondo-terzo pezzo, vola un tom, un batterista rovescia una bottiglia d'acqua sulle casse e suona facendo un macello, ed ecco che l'altro lancia sul pubblico altra acqua, per Blut Royale eravamo già carichi e pronti ad assistere al cuore vivo del concerto e infatti la loro esibizione finì da lì a poco in modo violento, buttando strumenti oggetti già dal palco circondato da enormi bombole del gas, un tom arriva proprio tra quelle quando tutti ci chiediamo se poi avremo la forza di tornare a casa, il gruppo saluta, passa vicino alle transenne e va via, seguirà il resto del concerto seduto in tribuna, ma lo sapremo in seguito.

A questo punto quella ventina di minuti in piedi con le luci accese sono stati una tortura, ci guardavamo tutti in faccia, aspettando il momento giusto, poi di nuovo al buio, fatta eccezione per due punti laterali del palco, dai quali filtra una luce fortissima bianca, i due chitarristi entrano in scena fracassando un fondale, il cantante entra dopo, da un ovale di circa due metri d'altezza creato con il lanciafiamme: Rammlied si diffonde, era quasi ovvio cominciassero con quella. Al primo Ramm-Stein della canzone via con le fiammate dal basso, sì, sono proprio loro!!!

Una delle prime sorprese è stata quando ha iniziato a cantare, la bocca del cantante ha cominciato ad illuminarsi completamente, la si vedeva benissimo al buio grazie ai led posizionati all'interno dei quali si intravedevano i fili che poggiavano sulle guance, essere sotto il palco ha i suoi vantaggi alla fine. Il LIFAD tour continua un po' sulla linea del Völkerball, certe cose sono state riproposte, altre ci hanno lasciato molto sorpresi, in Feuer Frei le fiamme si sprecavano, come nel video hanno messo i lanciafiamme “a bocca” e sputavano fiammate, in Benzin dopo un intro quasi teatrale nel palco troneggia una pompa di Benzina di quasi due metri con la pistola sparafuoco.

In scaletta c'erano moltissimi pezzi dell'ultimo album, quasi in ordine c'erano Rammlied, Bükstabü, Ich Tu Dir Weh,Waidmanns Heil, Wiener Blut, Frühling In Paris, Liebe Ist Für Alle Da, Pussy, Haifisch.

In Ich Tu Dir Weh (per chi non capisse il crucco, “ti faccio male”) sono successe tante di quelle cose che finivi per non sapere più dove guardare, il doctor lascia le tastiere e mentre Till cantando si accartoccia su se stesso lo spinge facendolo finire a terra. Per il pezzo più cattivo probabilmente dell'intero album è stata ideata la soluzione più spettacolare: Lindemann acchiappa e carica sulla spalla l'esile tastierista e dopo averlo portato dietro una cassa fa come per picchiarlo, là comincio a perdermi: la canzone diventa lenta, una luce conica illumina solo la figura imponente del cantate che ha con se una specie di contenitore di latta con manico, dopo un po' mi rendo conto che la cosa strana è che lui...si stava sollevando! C'era una pedana tonda che si alzava tenuta da una colonna in metallo, e arrivato al tetto del palco rovescia nella perpendicolare il contenuto magico della latta che comincia a scintillare, scoppiettare e poi decisamente esplodere. Quella che per me era magia mi è stato spiegato dopo essere polvere da sparo che a contatto con la colonna incandescente brillava scoppiettando. Le urla cominciavano a stonare, non avevo abbastanza occhi per tenere sotto controllo Kruspe, Flake, Oliver che intravedevo, poi la seconda chitarra Paul che per me era quasi invisibile data la stazza dei miei vicino di posto.

Wiener Blut è stata la più sorprendente, musicalmente e scenograficamente, da una nuvola di fumo si intravedevano sospese delle luci verdi, quando tutto il fumo si è disperso nell'aria abbiamo riconosciuto la sagoma di una ventina di bambolotti appesi sopra le loro teste e dai loro occhi uscivano raggi verdi, rimango ancora più affascinata dalla bassa, ferma voce di Lindemann che aldilà del genere racconta la storia dell'azione criminale più assurda del secolo e forse per ironia, forse per attirare l'attenzione porta il nome della pomposa, romantica opera di Johann Strauss II, e lo fa con gran classe; la batteria martellante, la chitarra quasi frenetica, la voce indescrivibile, bassa, potente, tutto ampliato dalla potenza dei bassi che ci trovavamo difronte e per concludere in bellezza alla fine del pezzo tutti I bambolotti appesi saltano in aria facendo cadere sul palco i pezzi.

Era infatti impensabile dopo questa riuscire ad eseguire Frühling In Paris in modo impeccabile, il bassista passato alla chitarra acustica ha fatto scivolare le dita sulle corde facendo uscire un suono sporco, scordato e Till aveva la voce troppo rauca, alzava un po' di ottava per non stonare, Kruspe stava seduto a desta su un rialzamento a mò di sirenetta che stimpellava gli accordi, che diva!

Insomma, la botta grossa c'è stata con Pussy, o meglio alla fine di pussy, eseguita piuttosto bene, ma eravamo troppo gasati perchè potesse uscire male e alla fine, con gli ultimi “Germanyyy” ti spunta Till con un cannone rosa pelle che “spruzza schiuma bianca” e ci imbratta completamente, la sottoscritta s'è beccata la roba due volte di sopra e il resto è finito ne cappuccio della felpa, il mio compagno è stato meno fortunato, stava con la bocca spalancata dallo stupore. Per concludere da una bocca di cannone alla base del palco sono stati sparati tanti fogliettini di velina gialli e rossi che svolazzando ci si sono appiccicati di sopra.

Con l'eccessiva pressione della gente, superate le 11 ore in piedi comincio a cedere, il gruppo saluta ed esce di scena, ma deve tornare, farò altri 5-6 pezzi prima di salutare davvero, aspettiamo, si riaccendono le luci, fa caldissimo e siamo tutti appiccicati con i vicini di posto e i vestiti con la pelle, mezzi zombie escono dalla folla informe sollevati di peso per poter avere spruzzata in bocca dell'acqua dalla security, che è sempre troppo opprimente e tac, luci spente di nuovo, iin ordine ci aspettano sonne,dove ad ogni numero che pronunciava nella frenetica successione delle parole spuntava a tradimento una fiammata dal tetto o dal pavimento del palco iper-tecnologico, links, e gente vedere Till che marcia insieme agli altri è IMPAGABILE, poi Du Hast, ma il vero colpo di scena avviene alla fine, sarà che stavo per morire, a quel punto la scelta era se vomitare sulla giacca della crucca gigante a fianco a me che ululava “Kruspeeee luuk at meeee” o svenire, quindi mi sono lasciata sconvolgere da quello che vedevo, Till che emergeva dal pavimento con due, immense, meccaniche ali da “Engel” , un braccio meccanico, e compare una corista dal fondo, vestita in bianco.

Scenografia perfetta per l'ultima canzone, la voce sembrava ancora più possente, vibrante direi e non si capiva più nulla però, e c'è sempre un però, Kruspe il fischio iniziale lo faceva in playback proprio come la corista in realtà avrà avuto il microfono spento, che abbiano avuto paura di una brutta figura finale?

Quando sono andati hanno lasciato sul pubblico le solite robe, bacchette, plettri (e Kruspe ha dato il plettro ad uno della security che lo ha consegnato ad una tipa davanti a lui sotto indicazione uhm..) e con un grande inchino il maestoso Till Lindemann e la sua band hanno salutato l'informe massa davanti e i Combichrist che ascoltavano il concerto seduti proprio davanti al palco, sulle poltrone.

Inutile dire che nonostante il pubblico sia stato troppo disciplinato e silenzioso è stata un'esperienza strepitosa, assolutamente da fare almeno una volta nella vita e una nota speciale merita il fondale scenografico enorme, con ventole nere esaltate da luci per lo più verdi e rosse, effetti continui e il tutti in totale sicurezza.


S.S. (Calliope)


Qui le altre foto del concerto

domenica 25 ottobre 2009

Tracklist di domenica 25/10/09

Puntata tutta dedicata ai Rammstein e al loro nuovo album! Ecco la tracklist:

Rammstein

-Rammlied
-Ich Tu Dir Weh
-Waidmanns Heil
-Haifisch
-Bückstabü

-Früling In Paris
-Wiener Blut
-Pussy
-Liebe Ist F
ür Alle Da
-Mehr
-Roter Sand

-Du Riechst So Gut
-Rammstein
-Sehnsucht
-Bestrafe Mich
-Links 2 3 4
-Sonne
-Mein Teil
-Amerika
-Mann Gegen Mann
-Te Quiero Puta!

sabato 24 ottobre 2009

Tornano i Rammstein!

Quale occasione migliore per poter finalmente fare una puntata su una delle mie band preferite? Sono passati quattro lunghi anni dall'ultimo album, ma finalmente i Rammstein sono tornati! E questa domenica 25 ottobre (come sempre dalle ore 19:30 alle ore 21:00 su www.radiogas.it), il sottoscritto vi farà ascoltare tutto il nuovissimo album Liebe Ist Für Alle Da, oltre naturalmente a dei vecchi classici di questi folli tedesconi.
Per cui domenica non mancate!!
Bis Bald!